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Raccolta personale

Poesie e storie scritte da me

Frammenti, prose brevi e divagazioni. Niente pretese letterarie, solo cose che mi divertiva fissare su carta.

Lode alle tette

20 / 04 / 2026

Archimede… dinanzi a tanta abbondanza e nell'imbarazzo, calcolò il pigreco. L'uno è una costante universale, l'altra subisce il fascino della cedevolezza, che dal tempo è scandita (maledetta entropia). Se prima lo sguardo era fisso verso tramonti e oceani vasti, adesso, sghembo punta l'asfalto. Ma, l'oggetto perfetto non si deteriora, bensì muta per sopravvivere: Lode alle tette!

La lobby dei nani

22 / 05 / 2026

Nel 2026 ci sono diversi motivi per essere nani. Primo fra tutti, la catastrofe atomica. L'inverno nucleare ha tre conseguenze: fa freddo, c'è scarsità di cibo e l'habitat naturale è il sottosuolo. Ecco qui che il nano ha la meglio. La ridotta distanza dal suolo, il baricentro basso e il corpo robusto sono tutti vantaggi in contesti in cui serve scavare, vivere in ambienti stretti e con poche risorse.

La lobby dei nani lo sa e per questo sta agendo sottobanco contro l'umanità… anche perché sopra sarebbe tecnicamente difficile. Diffidate dai nani: mai fidarsi di chi ha il cuore troppo vicino al buco del culo.

Il pollo sotto psicofarmaci

23 / 05 / 2026

Questa storia parte da un aneddoto. Si racconta che Mozart tenesse in casa diversi polli a cui era solito suonare le proprie opere. Questi polli, diversamente dagli altri, vivevano di più, erano più grandi e anche più gustosi. Nacque così una bizzarra teoria: l'esposizione dei polli alla musica classica ne migliora la crescita, la resistenza e la qualità organolettica. Questa teoria fu più tardi confermata da diverse metanalisi che confermarono una cosa affascinante: i polli felici tendevano ad essere anche più buoni.

Da questa scoperta in poi, all'interno degli allevamenti intensivi, i proprietari iniziarono a riprodurre buona musica e a trasmettere film, come "Galline in fuga" e "Jurassic Park" (quest'ultimo, per ricordare i vecchi tempi andati). Ai polli più refrattari alla felicità, invece, venivano prescritti psicofarmaci. Nessuno, però, aveva fatto i conti con la chimica. Queste molecole non venivano completamente metabolizzate in cottura e si diffuse così un'epidemia di apatia, un appiattimento emotivo di massa.

Inizialmente la comunità scientifica fu unanime nel ritenere che l'appiattimento emotivo fosse la conseguenza diretta dell'uso massiccio dei social network e di internet, soprattutto fra i giovani. Ancora oggi, questo abbaglio storico viene citato nei manuali di psicologia come l'esempio perfetto di "bias di conferma". Infatti, i ricercatori, accecati dal fascino delle teorie sociologiche dell'epoca, come i famosi report interni di Meta sugli effetti depressivi di Instagram sulle quattordicenni, applicarono acriticamente queste teorie al fenomeno dei polletti tristi.

Molte istituzioni, per salvare le nuove generazioni da un'apocalisse cognitiva, reagirono a questa nuova scoperta varando nuove norme contro i social. Prima fra tutte, il parlamento europeo, il quale approvò a maggioranza assoluta la Digital Detox Act (D.D.A), imponendo lo spegnimento dei server delle principali piattaforme social: Instagram, TikTok, X, Reddit. Gli Stati Uniti, invece, spinti dalla lobby del silicio, si opposero fermamente invocando alla censura e difendendo il diritto costituzionale sancito dal primo emendamento. Tuttavia, le pressioni sociali dei tecnofobi persuasero l'allora presidente degli Stati Uniti, Peter Thiel, a varare il decreto di chiusura di internet. Il crollo dei colossi tecnologici aveva intanto creato un vuoto di potere: Mark Zuckerberg ed Elon Musk finirono in bancarotta.

Con il Digital Detox Act, si verificò un fenomeno che sembrò dare ragione agli scienziati anti-social. Inizialmente, l'apatia sembrò diminuire soprattutto fra quegli individui che, privati degli schermi, caddero in una profonda crisi d'astinenza, manifestando sintomi di rabbia, frustrazione e disperazione. Tale effetto venne interpretato come una guarigione dall'apatia. Nessuno aveva capito che quella non era una guarigione, ma una temporanea situazione benefica che compensava gli effetti negativi degli psicofarmaci.

Con i social definitivamente illegali in quasi tutto il mondo, le persone, private della dopamina dei sociali, iniziarono a cercare conforto nel cibo. I palestrati raddoppiarono le dosi di pollo per compensare la frustrazione, diventando così sempre più catatonici. Gli scienziati, ormai succubi della sostanza e incapaci di avere nuove idee, continuarono a pubblicare ricerche scientifiche a favore della tesi anti-social.

Nel giro di tre mesi, l'apatia tornò, ma raddoppiata. Fu solo allora che un giovane ricercatore precario, un biologo vegetariano che non toccava carne da anni e che per questo era rimasto l'unico essere umano con un minimo di raziocinio, notò una strana coincidenza analizzando i dati di vendita dei discount…

Consumo di pollo, apatia e uso dei social nel tempo Il consumo di pollo cresce linearmente. L'apatia cresce con esso (R²=0.9) con una piccola flessione in corrispondenza del Digital Detox Act, dopodiché riprende a salire. L'uso dei social cresce inizialmente, poi crolla bruscamente con il D.D.A. 0 25 50 75 100 livello (indice) tempo → D.D.A. R² (pollo–apatia) = 0,90
consumo di pollo apatia uso social
Fig. 1 — Andamento temporale del consumo di pollo, dell'apatia e dell'uso dei social. La correlazione pollo–apatia è forte (R²=0,90); la flessione dell'apatia coincide con l'entrata in vigore della Digital Detox Act, ma rientra rapidamente.