Blues Piano
Lezione 1 su 12 — Le fondamenta

Cos'è il blues

Prima di toccare un tasto, capiamo che cosa rende il blues… blues. Non è una regola matematica: è un modo di parlare con lo strumento. Qui sotto lo senti subito con le orecchie.

Il tuo percorso 0 / 9 lezioni

1 · Il blues è un sentimento, non solo delle note

Il blues nasce a cavallo tra Ottocento e Novecento nelle comunità afroamericane del Sud degli Stati Uniti, dai canti di lavoro e dallo spiritual. È la radice di gran parte della musica moderna: jazz, rock, soul. Ma la cosa più importante da cui partire è questa: il blues prima di tutto imita la voce umana che canta, si lamenta, ironizza, chiama e risponde.

Per questo non devi "saperne di musica" per sentirlo. Devi solo ascoltare. Ecco una piccola tastiera: più avanti la useremo tanto. Per ora tienila lì, è la tua compagna.

Clicca i tasti per sentirli — i colori sono la scala blues, li spieghiamo alla Lezione 2.

2 · Chiamata e risposta

La chiamata e risposta è lo scheletro del blues. Funziona come una conversazione: una frase fa una domanda (la "chiamata"), e una seconda frase le risponde. Lo facciamo di continuo anche parlando — "Come stai?" → "Tutto bene".

Ascolta: prima la domanda, che resta un po' sospesa. Poi la risposta, che si "posa".

Senti come la chiamata ti lascia in attesa, mentre la risposta ti dà la sensazione di "essere arrivato"? Questo gioco di tensione e riposo è il motore di ogni assolo blues.

La chiamata e risposta è anche nelle parole. La classica strofa blues segue lo schema A-A-B: dici una frase, la ripeti (per dare tempo all'ascoltatore di "sentirla"), e poi la chiudi con una battuta che risolve. Un esempio nello stile tradizionale:

(A) Mi sono svegliato stamattina, e il mio amore se n'era andato via…
(A) Sì, mi sono svegliato stamattina, e il mio amore se n'era andato via…
(B) Ho guardato dalla finestra: solo la pioggia, e nient'altro da dire.

Questa stessa struttura A-A-B la ritroveremo nelle 12 battute (Lezione 4): il blues racconta con le parole e con gli accordi allo stesso modo. E se vuoi sentire tutto questo "dal vivo", dai un'occhiata agli ascolti consigliati: nessuna lezione vale quanto i grandi nelle orecchie.

3 · Le blue notes: il "sapore" del blues

Se suoni una normale scaletta allegra suona… allegra. Il blues aggiunge delle note "storte", un po' malinconiche, chiamate blue notes. Sono loro a dare quel sapore agrodolce. Ascolta la stessa idea musicale in due versioni:

Versione "dritta"

Solo note "pulite", ritmo squadrato. Gradevole, ma generica.

Versione blues

Stessa zona di tasti, ma con la blue note e un ritmo "ciondolante".

Due dettagli che hai appena sentito e che torneranno spesso:

Per chi già suona

Quella "blue note" che hai sentito è il ♭5 (quinta bemolle): tra la 4ª e la 5ª della scala. Lo "schiacciato" classico invece è il movimento ♭3 → 3 (terza minore che sale alla maggiore): è l'ambiguità maggiore/minore tipica del blues. Tienili a mente: nella Lezione 2 li ritrovi sulla scala, nella Lezione 7 diventano vocabolario per improvvisare.

Esercizio · allenati

Conversazione a orecchio. Non serve leggere niente, solo ascoltare e imitare:

  1. Premi “Chiamata” e ascoltala 2-3 volte.
  2. Prova a canticchiarla (sì, con la voce!). Il blues è voce prima che dita.
  3. Ora premi “Risposta”: senti come "chiude" il discorso.
  4. Sulla tastiera qui sopra, clicca a caso solo i tasti colorati cercando di inventare una tua piccola risposta che finisca sul tasto rosso (è la "casa", la tonica).

Obiettivo: non suonare "giusto", ma sentire la differenza tra una frase che resta in sospeso e una che si posa.