Intro, turnaround e finali
Saper girare il blues non basta per suonare un pezzo: serve sapere come attaccare, come rilanciare il giro e come chiudere. Sono i "bordi" che trasformano un esercizio in una performance.
Tutti gli esempi sono in Do. Ascoltali, guardali sui tasti e rubali.
1 · Il turnaround (battute 11-12)
Il turnaround è la frase delle ultime due battute che chiude un giro e ti rilancia verso l'inizio del successivo. È il momento più "firmato" del blues: poche note, ma riconoscibilissime. Due classici:
Discendente
Una voce che scende (C–B♭–A–A♭) sopra il I, e si appoggia sul V. Il più comune in assoluto.
A moto contrario
Due voci che si allontanano: una sale, una scende. Elegante e jazzy.
2 · L'intro
Come si parte? Il modo più semplice e idiomatico è usare proprio il turnaround come intro: suoni le ultime battute "a vuoto", e quando arrivi al V tutti sanno che il giro sta per cominciare. Ecco una partenza tipica: una battuta di V (G7) con una discesa che ti "spinge" dentro al primo accordo.
3 · Il finale
E come si chiude? Con un finale (in gergo tag): invece di rilanciare, ti posi a casa. Spesso si rallenta un po' (ritardando) e si arriva su un accordo finale "grasso" — qui un Do 6 (C-E-G-A), più morbido del semplice C7.
Il turnaround discendente funziona benissimo armonizzato in terze o seste (due voci parallele invece di una sola): provalo. La versione a moto contrario è la base di mille intro jazz. Per i finali, oltre al I6 prova la cadenza I–♭VI7–V7–I (in Do: C7–A♭7–G7–C): è il "the end" cinematografico del blues. E ricorda: un turnaround si può sostituire con I–VI7–II7–V7 per più movimento armonico.
- Impara a memoria il turnaround discendente: mano destra la linea che scende, sinistra le fondamentali.
- Attacca un giro usando il turnaround come intro, poi suona 12 battute e chiudi col finale.
- Registra te stesso (nella jam) con intro + 1 giro + finale: è già un "pezzo" completo!